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Stefano Carli


Sono Stefano Carli e sono albergatore, figlio di albergatori, dal 1966. L'attività di famiglia è l'Hotel Vecchia Rimini del Lido degli Estensi; il papà è venuto a mancare nel 2018, la mamma si è distaccata fisicamente dal lavoro e quindi adesso ho l'onore e l'onere di portare avanti il nome, l’attività, e tutto tutto quello che ne consegue.

 

Il mio destino era già segnato, ho sempre visto me stesso qui dentro. Ho rinunciato al classico posto fisso in banca proprio per dedicarmi all'attività di famiglia, che all'epoca prevedeva anche il settore ristorazione: allora avevamo un ristorante molto rinomato oltre all'attività di albergo, e riuscivamo a dare un servizio di ospitalità veramente a 360°.

 

Allora il turismo funzionava diversamente: il planning era completo ancora prima di Pasqua; in genere entro la Befana si ricevevano già la gran parte delle prenotazioni, poi entro Pasqua si riempiva quasi tutto l’albergo e restavano giusto quei due o tre buchetti per chi passava occasionalmente. Era un altro tipo di vacanza, le famiglie se la sudavano tutto l'anno la vacanza lunga, di 15 giorni. E quando non ci si poteva permettere la vacanza di 15 giorni ci si affacciava in punta di piedi all'ingresso e si chiedeva "ma si può fare anche soltanto una settimana qui?".

 

Oggi è tutto differente - il miglior preventivo è quello che facciamo dal 14 al 15 di agosto! - e solo un pazzo potrebbe fare questo lavoro se non fosse mosso da un’immensa passione. Le soddisfazioni sono state veramente tante, negli anni, difficile scegliere un aneddoto in particolare. La cosa che apprezzo di più, che vivo proprio con il cuore è quando vedo i figli dei nostri clienti che vengono qua in vacanza con i loro figli; un passaggio generazionale non soltanto da parte dell'operatore - noi gestori che prendiamo in mano l’attività dei nostri genitori - ma anche da parte dei clienti. Pochi giorni fa, mi è venuta a trovare una una ragazza con la quale giocavo sempre qui da piccolo - ha qualche anno meno di me - ed è venuta a mostrare a suo marito e i suoi figli l’albergo nel quale trascorreva le vacanze con la famiglia. Loro sono di Como e mancavano dal lido da circa 25-26 anni; è venuta a fare una toccata e fuga, non ha alloggiato qui, ma ha voluto tornare e passare a trovarmi.

 

Così come, tristemente, quando viene a mancare qualcuno dei nostri ospiti storici, per me è un tuffo al cuore. Con molti di loro ho trascorso la mia la mia infanzia. Ricordo ad esempio il signor Giacomini, che era capitato qui per sbaglio, - noi allora avevamo una pensioncina piccola - con tutta la sua educazione e gentilezza. Era un omone gigantesco, quasi intimidiva la sua presenza, ma era buono come il pane; era scappato via da Riccione o Cesenatico - non ricordo - perché non si trovava bene. Era deciso a tornare a casa, poi casualmente si infilò giù per la stradina che conduceva al Lido degli Estensi, che allora era poco più di una una manciata di casette sparpagliate, con qualche attività, e arrivò qui da noi: non ci lasciò più per 38 anni. Ogni anno mi diceva "Mi ricordo quando ti tenevo sulle ginocchia che eri grande cos!" - mimando quanto fossi piccolo - e io, da ormai grande, gli rispondevo "Vuoi provarci adesso a tenermi su che sono 90 kg?". Un giorno proprio Giacomini mi telefonò in lacrime: "Stefano, quest'anno non riesco proprio a venire perché mio figlio sta per andare in vacanza, mia figlia è già partita e io volevo venire da te ma non so come arrivarci!". Io subito "Ti vengo a prendere io! Quando vuoi venire?" e lui "Domani!",  "Ecco, domani mattina ti vengo a prendere!". Lui abitava in provincia di Mantova, lo andai a prendere poi furono i figli a riportarlo a casa, dopo le loro vacanze!

Oggi il rapporto con i turisti non è più lo stesso, è tutto un po’ più virtuale. Io conto che qualcosa di umano sia rimasto anche nell’era di internet perché di tanto in tanto qualcuno mi fa notare che le recensioni che riceve il nostro albergo, benché non sia sicuramente il più bello della zona, hanno tutte una connotazione umana: piuttosto che sottolineare lo sfarzo degli arredi - abbiamo arredi decorosi ma vecchiotti, sono già maggiorenni! - evidenziano la cordialità e la nostra disponibilità. Ci fa piacere anche se una volta si chiedeva consiglio al vicino di casa, al collega di lavoro, al postino su dove andare in vacanza e ci si fidava di quello che diceva questa persona se raccomandava un posto o una località... adesso ci si fida di più del dei commenti di persone che non si conoscono nemmeno.

 

Io ho fatto veramente carte false per ritagliarmi uno spazio dentro l'attività di famiglia, che allora era molto più easy perché avevamo molte meno camere. Cercavo di darmi da fare per essere utile alla causa fino al punto che chiesi a mio padre di poter andare a fare un’esperienza fuori di casa; avevo 14-13 anni - allora anche il datore di lavoro poteva fare qualche colpo di testa sull’età. Durante le vacanze di Pasqua i miei compagni di scuola cercavano spasmodicamente un posticino nel quale andare a fare un lavoretto, per potersi mettere da parte qualcosina e togliersi qualche sfizio; chi voleva il motorino doveva dimostrare di essere responsabile! Io mi sentivo sempre dire "tu si che sei fortunato che non devi impazzire per trovare un lavoretto visto che hai l’attività di famiglia" e mi sentivo in colpa, quindi decisi di volermi arrangiare. La ricerca non fu per niente facile perché in paese sapevano chi ero e non capivano perché volessi lavorare da un’altra parte. Volevo fare questa esperienza così tanto che alla fine trovai, in una pizzeria: mi serviva fare questo passo per sentirmi pronto per il lavoro in famiglia. Alla fine di quell’esperienza iniziai definitivamente a lavorare in hotel e da lì è stato tutto un continuo: io lavoro sempre quando gli altri si divertono!







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