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I Casoni delle Valli di Comacchio


Le Valli di Comacchio inizialmente erano valli di acqua dolce, formatesi dalle alluvioni dei fiumi, poi a partire dal secolo XVI s'aggiunse l'ingresso delle acque marine, che diedero vita alla definitiva valle d’acqua salmastra.

 

Tra argini e dossi si scorgevano innumerevoli casoni e tabarre sui quali si fonda da sempre l'organizzazione della pesca tradizionale, testimonianza della grande laboriosità e caparbietà di questi popoli.

 

In origine i casoni erano costruiti con canne e paglia poi a partire dal XVII secolo, furono rifatti in muratura e con più vani.
La loro funzione era doppia in quanto servivano sia come stazione di pesca che di appostamento per la protezione delle valli dalla pesca di frodo.

 

Oggi, a seguito di un accurato restauro, sopravvivono diversi casoni di appostamento (Foce, Coccalino, Donnabona) e due da pesca: il casone Pegoraro e il casone Serilla, che era uno dei maggiori.

 

Visitandoli, si può osservare un esempio di lavoriero tradizionale, una trappola fissa in acqua, che consente di catturare le anguille separatamente da cefali e altri pesci, che, spinti dall’istinto riproduttivo, migrano a mare.


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