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Storia e curiosità


Codigoro si estende nella parte più orientale della provincia ferrarese nel Parco Regionale del Delta del Po e si trova tra le Valli di Comacchio e la costa del Mare Adriatico.

È attraversato, in direzione ovest-est e fino alla foce, dal Po di Volano.

Il territorio, che fino agli anni sessanta del secolo scorso era caratterizzato da ampie distese palustri che nel corso del tempo sono state completamente bonificate,  è attraversato da una fitta rete di canali un tempo in parte navigabili, per l'irrigazione e lo scolo dei vastissimi campi coltivati intensivamente. 

Il nome deriva da Gaurus, l'allora Po di Goro, un territorio che era all'inizio di una biforcazione di rami del fiume: Caput Gauri.

La storia di Codigoro riconduce al IX secolo quando una comunità di Benedettini si insediò nel territorio dell'attuale Pomposa, che a quel tempo era posizionato su un isolotto bagnato dal Mare Adriatico e dai rami del Po di Volano e del Po di Goro.

È in questi anni che prese avvio la costruzione dell'Abbazia di Pomposa la quale diede risalto a Codigoro e al suo territorio acquisendo maggiore rilevanza grazie ai redditizi terreni agricoli e all'istituzione del Palazzo del Vescovo che concentrava su di sé il governo politico e commerciale fino all'assorbimento di Codigoro da parte dell'Esarcato di Ravenna al quale prenderà parte sino all'anno 1000.

Verso il 1150 iniziarono le pressioni per il controllo sul territorio da parte degli Este, ma sono anche gli anni che vedono la fine della prosperità di Codigoro a causa della Rotta di Ficarolo, avvenuta nel 1152, a causa della quale il corso fluviale del Po si spostò a nord prosciugando le acque del Volano fino all'abbandono dell'Abbazia di Pomposa e di Codigoro dai frati Benedettini.

Nel 1464 iniziarono le opere di bonifica del territorio promosse dai duca d'Este e che riuscirono, anche se in piccola parte, a rendere più vivibile il territorio codigorese.

Dal 1600 al 1604,  la Repubblica di Venezia attuò una modifica al flusso del Po di Levante facendolo sboccare più a sud in territorio ferrarese rendendo così vane le opere idrauliche portate a compimento dagli Este.

Quando Ferrara nel 1598 passò sotto il dominio dello Stato della Chiesa le opere di bonifica ripresero e durarono fino alla metà dell'Ottocento quando vennero costruiti i primi impianti idrovori e venne attuata la bonifica del circondario Polesine di Ferrara.


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