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Abbazia di Pomposa


L’Abbazia di Pomposa è considerata uno dei più importanti edifici romanici italiani.
L’antico monastero benedettino di Pomposa comprende oggi la Basilica con l’Atrio, il Campanile Romanico, la Sala del Capitolo, la Sala a Stilate, il Refettorio, il Dormitorio ed il Palazzo della Ragione. Questi edifici ospitarono nel Medioevo un centro di spiritualità e cultura tra i più importanti al mondo.

Eventi climatici favorevoli avevano permesso fra il VI e il VII sec. l’insediamento di un gruppo di monaci benedettini provenienti da Ravenna, che avevano scelto un’isola fra il Po e il mare che per la sua tranquillità, favoriva meditazione e laboriosità.

Agli inizi del XIV sec. Pomposa aveva giurisdizione su 49 chiese sparse nell’Italia centro–settentrionale. Con l’avvento di San Guido degli Strambiati ad Abate di Pomposa (1008-1046) inizia il periodo più fecondo dell’Abbazia benedettina, che sarà visitata in seguito da personaggi importanti, come ad esempio San Pier Damiani e Dante Alighieri. 
Nello stesso periodo, ci fu monaco Guido d’Arezzo al quale si deve “l’invenzione” delle note musicali. Molto famosa fu anche la ricca Biblioteca del monastero, che vide qui rifiorire studi classici, letterari, religiosi, per poi andare irrimediabilmente dispersa.

Il Palazzo della Ragione è testimonianza dell’esercizio della giustizia da parte dell’Abate sui territori sottoposti al monastero. Nei secoli dello splendore dell’Abbazia fiorirono le arti architettoniche e pittoriche, che ci hanno lasciato soprattutto i meravigliosi cicli trecenteschi della Basilica, del Refettorio e della Sala del Capitolo.

In seguito a eventi catastrofici, però, poi, tutta l’area divenne malsana a causa della malaria (basti ricordare che proprio qui Dante sostò nel 1321 contraendo la malattia che poi ne avrebbe causato la morte) e l’interesse economico e culturale abbandonò il territorio costiero e i monaci lasciarono Pomposa alla volta del nuovo convento di S.Benedetto di Ferrara.


Il recupero dell’Abbazia fu attuato a partire dalla fine dell ’800, quando tutti i fabbricati vennero riportati a nuova vita. Infine fu istituito nel 1976 il Museo Pomposiano che raccoglie, nel grande vano dell’ex Dormitorio dei frati, resti scultorei, dipinti e altre opere d’arte legate alla storia del Monastero. Ciò che balza agli occhi di chi giunge a Pomposa rimane lo slanciato campanile alto ben 48 metri ed eretto nel 1063.

 

 


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